Archive for October, 2006

35.000 precari del pubblico impiego in piazza a Roma

Saturday, October 7th, 2006

precari PA roma 6 ottobre 2006

Lavoratori precari della Sanità, dei Vigili del Fuoco, degli Enti Locali, delle Agenzie Fiscali e della Scuola, della Ricerca e dei Ministeri, ma anche dipendenti delle cooperative appaltatrici dei servizi esternalizzati, sono giunti in 35.000 a Roma da tutta Italia per il primo sciopero nazionale di tutto il precariato del Pubblico Impiego.

“No al lavoro nero, no al precariato di stato: assunti tutti, assunti subito, assunti davvero” recitava lo striscione di apertura del corteo, che partito ieri mattina alle 10 da Piazza della Repubblica, e ingrossato dagli ultimi arrivi dai treni provenienti dalla Sicilia e dal Piemonte, è giunto in tarda mattinata davanti al Ministero della Funzione Pubblica, dove dal palco si sono susseguiti gli interventi dei lavoratori.

Alla manifestazione hanno partecipato anche numerosi Sindaci, fra cui 5 primi cittadini della Locride, ed ha aderito il Comitato dei Precari del call center Atesia, a segnare l’unità di lotta fra il settore pubblico e privato.

“Questo primo sciopero nazionale non è solo un importante punto di arrivo, ma è soprattutto l’avvio della lotta per cancellare il precariato far riscrivere la Legge Finanziaria: proseguiremo con lo sciopero generale del 17 novembre prossimo”, ha dichiarato il Coordinatore nazionale RdB-CUB Pierpaolo Leonardi, che dal palco ha rinnovato la solidarietà della Confederazione Unitaria di Base ai giornalisti in sciopero.

Presso il Ministero della Funzione Pubblica una delegazione ha incontrato per oltre un’ora il Ministro Nicolais. Pur nella diversità di posizioni si è convenuto sulla necessità di aprire un tavolo permanente sulla precarietà presso lo stesso Ministero, a cui, su richiesta dell’RDB-CUB, dovranno partecipare tutti i Ministeri interessati dal fenomeno, nonché la Conferenza delle Regioni per quanto attiene gli enti locali.

In un incontro al Ministero del Lavoro, cui hanno partecipato anche i cinque sindaci della Locride, il Governo si è impegnato a riproporre sotto forma di emendamento il finanziamento ai fondi per la prosecuzione dei progetti LSU.

Altri tre incontri si sono svolti presso altrettanti Ministeri: Giustizia, Sanità, Istruzione. Nelle prossime ore sarà fissato quello da tenersi presso Il Ministero delle Attività Produttive.

La finanziaria non piace agli atipici. Le critiche del Nidil

Thursday, October 5th, 2006

A una prima lettura della Finanziaria 2007 NIdiL Cgil, pur riconoscendo la positività del percorso di innalzamento dell’aliquota contributiva e dopo aver avanzato assieme alla CGIL e alle altre organizzazioni sindacali precise richieste al Governo per cominciare ad affrontare i problemi della parasubordinazione, ritiene decisamente insufficienti per i precari le misure contenute nella legge e, oltre le ricadute negative di alcuni provvedimenti, denuncia il rischio di creare ulteriori sperequazioni per lavoratori già svantaggiati.
Infatti la richiesta di aumentare, tramite l’innalzamento dell’aliquota contributiva, il costo del lavoro parasubordinato per scoraggiarne l’uso improprio, non è stata accompagnata, nella finanziaria, da criteri precisi per definire i compensi dei collaboratori. In questo modo l’aumento dell’aliquota verrà scaricato ancora una volta sui lavoratori parasubordinati diminuendo il loro già esiguo compenso netto. Saranno purtroppo ancora una volta i lavoratori a pagare.
Non c’è nessuna norma per stabilire che i compensi dei parasubordinati non siano inferiori a quelli previsti nei contratti collettivi nazionali per i dipendenti con riferimento ad analoghe professionalità.
Per le partita iva individuali poi, l’aumento sarà ancora più pesante, non essendoci alcun riequilibrio fra quanto pagato dal lavoratore e quanto dal datore di lavoro. Questi lavoratori, a differenza degli altri, dovranno pagarsi per intero i contributi.
L’assenza di costi previdenziali a carico dei committenti è quindi un incentivo all’utilizzo improprio di lavoratori con partita Iva individuale.
L’aumento della contribuzione non è poi accompagnato da un incremento delle tutele e delle prestazioni sociali a favore dei collaboratori, che a causa della loro condizione lavorativa ne avrebbero reale bisogno.
Rimangono insolute infatti le questioni riguardanti la tutela della gravidanza a rischio per le collaboratrici e il riconoscimento della disoccupazione con requisiti ridotti a lavoratori che si caratterizzano per una forte discontinuità lavorativa.
In più NIdiL e la Cgil avevano chiesto al Governo di sbloccare l’accesso alla formazione per i parasubordinati, rendendo esigibili e strutturali le attuali risorse accantonate nel Fondo Inps. Anche di questo in Finanziaria non vi è traccia.
E’ senza dubbio positivo aver previsto l’indennizzo per malattia domiciliare e una indennità economica per congedo parentale. Questi provvedimenti, però, sono parziali (al massimo 18 euro al giorno per malattia, dal quarto giorno e per un massimo di 20 giorni l’anno) o addirittura inesigibili dai lavoratori e si traducono in poco più di una mancia.
L’indennità economica per congedo parentale, invece, non è affatto esigibile al momento, poiché i parasubordinati non hanno il diritto alla sospensione della prestazione per congedi, né è regolamentato l’utilizzo nei contratti individuali.
Infine, nel Pubblico Impiego, non sono poi previste né stabilizzazioni dei parasubordinati, né sono riconosciuti i periodi svolti dai collaboratori ai fini dei punteggi nei concorsi. Questa iniquità riguarda anche i lavoratori in somministrazione a tempo determinato (ex interinali).
Per ultimo sono previsti tagli sulle collaborazioni della pubblica amministrazione, ciò si tradurrà in un’inevitabile licenziamento di migliaia di Co.Co.Co del pubblico impiego.