Precari e Finanziaria 2007: il Governo assuma misure decise
Wednesday, September 27th, 2006In occasione della stesura della Legge Finanziaria 2007 NIdiL e la Cgil hanno avanzato precise richieste al Governo per cominciare ad affrontare i problemi della parasubordinazione; richieste mirate per un verso ad innalzare il costo complessivo della parasubordinazione che dovrà tendere a superare il costo del lavoro dipendente, al fine di scoraggiare l’uso improprio della stessa; nel contempo tese a migliorare le condizioni di lavoro economiche, previdenziali e assistenziali dei lavoratori.
Nello specifico è stato richiesto che:
1. L’innalzamento indispensabile dell’aliquota contributiva (previsto in +5%) non deve determinare la riduzione del compenso dei lavoratori. Occorre stabilire criteri precisi per definire i compensi dei collaboratori, senza i quali il solo aumento dell’aliquota non serve né a rendere meno conveniente l’utilizzo delle collaborazioni per le imprese, né a garantire un futuro pensionistico dignitoso ai lavoratori.
Da nostre proiezioni infatti risulta che con gli attuali livelli di reddito, prevedendo un aumento dell’aliquota fino al 25%, con 65 anni di età e 25 anni di contributi un collaboratore riceverà una pensione ben al di sotto dell’assegno sociale, ossia, pari a 320,96€ (423€ con l’aliquota al 33%).
Inoltre se oggi gli atipici guadagnano 7.035 euro all’anno in meno rispetto ai dipendenti, fra 10 anni le stime parlano di una differenza di 10.810 euro a discapito dei collaboratori.
Per questo serve una norma che definisca i compensi dei lavoratori parasubordinati in modo che non siano inferiori a quelli previsti nei CCNL per i lavoratori dipendenti con riferimento ad analoghe professionalità.
2. L’annunciato aumento contributivo anche per i titolari di partita Iva dovrà necessariamente intervenire riequilibrando quanto pagato dal lavoratore e quanto dal datore di lavoro. Quindi, anche per questi lavoratori i costi contributivi devono essere ripartiti attribuendo 1/3 al lavoratore e i 2/3 al committente, come avviene per gli altri parasubordinati. Sarebbe iniquo se questi lavoratori, pur se iscritti alla stessa cassa previdenziale dei parasubordinati, dovessero continuare pagare per intero l’aliquota contributiva.
Per di più occorre specificare che l’assenza di costi previdenziali a carico dei committenti è di fatto un incentivo all’utilizzo improprio di lavoratori con partita Iva individuale.
3. L’aumento contributivo previsto dalla Finanziaria 2007 dovrà, necessariamente, essere accompagnato sia da un adeguato aumento delle prestazioni sociali a favore dei collaboratori, sia dal riconoscimento di tutele come: l’indennità di disoccupazione a requisiti ridotti anche per i collaboratori, l’indennità di malattia a decorso domiciliare per malattie particolarmente gravi e di lunga durata, la tutela della maternità a rischio. Bisogna poi eliminare gli attuali minimali di accesso all’indennità maternità che, poiché troppo restrittivi, penalizzano molte donne. Oggi, infatti, il fondo Inps parasubordinati eroga l’indennità di maternità a un numero davvero esiguo di collaboratrici.
Infine, NIdiL e la Cgil hanno chiesto al Governo di sbloccare l’accesso alla formazione per i parasubordinati, rendendo esigibili e strutturali le attuali risorse accantonate nel Fondo Inps.
